Sempre più lingotti d'oro italiani finiscono nelle banche svizzere

Sempre più lingotti d'oro italiani finiscono nelle banche svizzere

La fuga di capitali all'estero è ormai una consuetudine, in particolar modo in tempo di crisi. Se per le classi meno abbienti è oramai prassi recarsi nei negozi Compro oro per informarsi sul prezzo oro usato per svalutare se dismettere i propri preziosi per ricavarne liquidità,

per chi dispone di grossi capitali le dinamiche (e i problemi, se così li vogliamo chiamare) sono ben diversi. Sembra inarrestabile anche la fuga di oro greggio, lingotti d'oro, che finiscono nei caveau delle banche svizzere. I mesi in cui questo fenomeno si è verificato maggiormente sono stati settembre ottobre e novembre. La crescita delle importazioni di capitali dall'Italia verso la Svizzera è aumentata del 32% rispetto al mese di novembre del 2010, ma in questo conto non si prende in considerazione il flusso di lingotti d'oro che è cresciuta con ritmi di 130-150% su base annua. Stando ai primi dati resi noti, nei mesi compresi tra maggio e novembre 2011, sessanta tonnellate di oro hanno lasciato legalmente in nostro Paese per finire in caveau svizzeri. Solo nel mese di novembre si parla di esportazioni per 700 milioni di euro, che se aggiunte a quelle di settembre ottobre raggiungono un valore di due milioni. Tutto questo è dovuto alla grande incertezza che avvolge la tenuta dell'euro: si tende a proteggere il capitale, portandolo al sicuro.

 

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